Base in travertino con dedica a Giove Silvano
Iovi Silvano
sacrum et
numini domus
divinae Aug(ustae) et
genio coriarior(um)
confectorum.
A(ulus) Fabius
Servandi lib(ertus)
Onesimus
d(ono) d(edit).
Sacro a Giove Silvano e alla divinità della casa imperiale e al genio dei conciatori. Aulo Fabio Onesimo, liberto di Servando, diede in dono (questa base).
La bottega sotto la protezione degli dèi
Immagina un’antica officina, dove l’odore intenso delle pelli lavorate si mescola alla devozione per gli dèi. Questa base in travertino fu dedicata da Aulo Fabio Onesimo, un liberto, a Giove in una rara associazione con l’epiteto di Silvano, alla divinità della casa imperiale (numen domus divinae Augustae) e al genio dei conciatori.
Il ritrovamento in un’area ricca di attività produttive, probabilmente nei pressi delle coriaria Septimiana (gli impianti per la lavorazione delle pelli realizzati costruita dall’imperatore Settimio Severo), suggerisce che la base potesse appartenere a un luogo sacro (sacello) all’interno di una struttura produttiva. Era un modo per invocare la protezione divina sui materiali e sul processo di lavorazione delle pelli, assicurando il successo dell’attività. Questo reperto ci offre uno spaccato di come la religione romana si intrecciasse profondamente con la vita economica e lavorativa.
(da scheda di Valeria Donati)


