Base di marmo menzionante una palma d’argento

Sat[urno?] 

[P]roculus Au= 

gusti n(ostri) lib(ertus) 

palma(m) argentia(m) 

p(ondo) libra  

d(ono) d(edit). 

 

Proculo, liberto dell’imperatore, diede in dono a Saturno (?) una palma d’argento del peso di una libbra. 

 

 

Una palma d’argento per Saturno 

 

Questa base di marmo documenta un’offerta speciale al dio Saturno, tra le divinità più antiche e venerate di Roma, protettore dell’agricoltura, del tempo e dell’abbondanza. Il dedicante, Proculo, era un Augusti n(ostri) lib(ertus), ovvero un liberto dell’imperatore, un ex schiavo affrancato probabilmente sotto gli Antonini o i Severi. 

 

L’offerta consisteva in una palma d’argento, dal peso di una libbra (circa 323 g). La palma, spesso associata alla dea Vittoria, qui si lega a Saturno, forse nella sua versione africana, dove rivestiva il simbolo di vita, benessere e vittoria. La dedica di Proculo, che si chiude con la tradizionale formula “dono dedit“, non è solo un atto di devozione, ma ci racconta anche della diffusione di culti e tradizioni che, partendo da lontano, arricchivano il complesso mondo religioso romano. 

 

(da scheda di Federica Paniccia)

Base di marmo menzionante una palma d’argento

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