Monumento di un cavaliere della legione VI Gemella
[…] f(ili-) Pap(iria)
[…]s
[p(rim-) p(il-)? leg(ionis) ? Mac]edonicae,
[tr(ibun-) mil(itum) leg(ionis) VI Ge]mellae,
[praef(ect-)] fabr(um).
La carriera di un cavaliere
Questo frammento racconta la carriera di un cavaliere romano iscritto alla tribù Papiria, il cui nome è perduto ma il cui percorso militare è ancora leggibile. Militò nella legione VI Gemella, dopo essere stato in una legione “Macedonica” e concluse la carriera come praefectus fabrum, un incarico riservato ai membri dell’ordine equestre, dopo aver ricoperto il ruolo di tribuno militare.
La legione VI Gemella fu creata da Giulio Cesare, combatté nelle campagne galliche e nella guerra civile contro Pompeo, probabilmente guadagnandosi l’epiteto “Gemella” proprio in quegli anni. Il nostro cavaliere potrebbe aver militato in questa legione durante quei conflitti, servendo sotto Cesare. Dopo la battaglia di Filippi (42 a.C.), la legione fu forse divisa tra Ottaviano e Marco Antonio. Di certo, quando Augusto riorganizzò l’esercito, la Gemella originaria non esisteva più. La “Macedonica” menzionata è invece più difficile da identificare: ben quattro legioni portarono questo nome, un omaggio alla vittoria di Cesare a Farsalo in Macedonia (48 a.C.).
Osservando l’iscrizione, emerge un dettaglio interessante: la parola “[Mac]edonica” è compressa nella sua parte finale, segno che il lapicida si trovò a corto di spazio nell’impaginazione della terza riga.
Databile agli ultimi decenni del I secolo a.C., questa iscrizione restituisce la vita di un uomo che vide le guerre civili, testimone di un’epoca che ridefinì Roma e il suo esercito.
(da scheda di Luca Bardi)
