Stele di marmo di Chriserote

Stele di marmo di Chriserote

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D(is) M(anibus) 

Chriserotis 

conservi. 

Salvia e col(legio) q(uod) 

est in domo 

Paulinae n(ostrae), 

curantibus 

Eudromo et 

Pegaso fratri= 

bus et Asclepio 

conserv(o), 

b(ene) m(erenti) f(ecit). 

 

Agli dei Mani di Chriserote, conservo. Salvia, appartenente all’associazione che è nella casa della nostra Paulina, fece (questa iscrizione) per (Chriserote) benemerente; i fratelli Eudromo e Pegaso e il conservo Asclepio hanno curato (la sepoltura). 

 

 

L’affetto dei compagni 

 

Questa stele di marmo, impreziosita da una coroncina incisa, è un toccante omaggio a Chriserote. Non un uomo libero, ma un conservus, cioè un compagno di schiavitù di Salvia, la dedicante. Alla cura della sepoltura parteciparono anche i fratelli Eudromo e Pegaso, insieme a un altro servo, Asclepio, tutti appartenenti al collegium quod est in domo Paulinae nostrae, l’associazione con sede nella casa di Sergia Paulina. Sergia Paulina era una nobile romana, proprietaria di una fabbrica di laterizi, moglie di Gneo Pinario Cornelio Severo, console nel 112 d.C., e imparentata con Lucio Sergio Paolo, proconsole di Cipro. 

 

Questa iscrizione è una testimonianza della solidarietà e dell’affetto esistente tra schiavi, uniti nell’onorare la memoria dei propri compagni. Il ritrovamento di questa stele ci aiuta anche a localizzare il sepolcreto collegiale nella zona dell’attuale piazza dei Navigatori a Roma.  

 

(da scheda di Ottavia Pugliese)

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